DITA A MARTELLO
Il dito a martello è una patologia che si manifesta attraverso una deformità delle dita del piede che assume un aspetto ricurvo, che ricorda il martelletto di un tasto del pianoforte, da cui trae origine il nome.
Le principali cause della patologia sono legate ad uno squilibrio muscolo-tendineo che conduce alla flessione del dito. La deformità può comparire da sola, oppure più frequentemente associata ad altre patologie quali alluce valgo, piede cavo e metatarsalgia.
SINTOMI
Oltre a rappresentare un difetto estetico questa deformità produce infiammazione della parte dorsale e un dolore esteso che tende a peggiorare sotto sforzo e con il conflitto con le calzature interferendo con la capacità di deambulare.
Uno specialista può diagnosticare la patologia a seguito di un esame fisico. Per verificare la diagnosi è utile eseguire delle lastre radiografiche.
TRATTAMENTO
I primi trattamenti sono di natura non chirurgica. Se la patologia è lieve è consigliabile l’utilizzo di plantari o la realizzazione di protezione in silicone su misura abbinata ad una terapia farmacologica per ridurre l’infiammazione. Se la terapia risulta inefficace è opportuno valutare l’ipotesi di un intervento chirurgico.
INTERVENTO CHIRURGICO E TEMPI DI RECUPERO
L’intervento chirurgico, eseguito in anestesia loco-regionale, varia a seconda del grado di deformità. Nei casi più lievi, con deformità flessibili, può essere sufficiente eseguire un tempo tendineo di tenolisi o tenotomia (sezione dei tendini ritratti). Nei casi di deformità strutturate si eseguono dei tempi ossei con fusione (artrodesi) delle due falangi interessate. La correzione della deformità è immediata e il paziente può deambulare da subito con il supporto di una scarpa ortopedica, che varrà utilizzata per i successivi 30 giorni. In seguito il paziente potrà riprendere tutte le attività abituali.
Qualora le sia stato proposto un intervento chirurgico per la correzione del dito a martello le consigliamo di leggere l’informativa
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